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Fotografo matrimonio Sicilia: il racconto autentico di Sophie e Giovanni

8 Giugno 2026

Le prime persone che ho sentito quella mattina non parlavano italiano. Ridevano.

Ridevano così tanto che per qualche secondo ho pensato che non sarei riuscita a fare una fotografia nitida.

Sophie era già pronta quando siamo arrivati in hotel. Abito indossato. Trucco terminato. Capelli sistemati. Attorno a lei, un piccolo esercito di amiche tedesche in vestaglia.

Una situazione insolita.

Nei matrimoni a cui sono abituata, la preparazione della sposa è un racconto che si costruisce poco alla volta. Il vestito appeso. I dettagli. Le mani che aiutano ad allacciare un bottone. La mamma che entra in stanza e si ferma per un attimo sulla porta.

Quella mattina quel capitolo sembrava già finito.

Così abbiamo fatto quello che facciamo sempre quando qualcosa non va secondo i piani: abbiamo smesso di pensare ai piani.

Avevo gli occhi puntati addosso: tutti nella stanza avevano l’aria confusa e sembravano dire “dicci cosa dobbiamo fare”; Cosi’ ho chiesto alle ragazze hanno iniziato a giocare. Prima timidamente. Poi sempre meno.

A un certo punto correvano in cerchio attorno a Sophie tenendosi per mano e abbaiando come un branco di creature selvatiche appena uscite da una foresta nordica. Non saprei trovare una descrizione più precisa.

Ricordo Antonio che osservava la scena in silenzio. Mentre io ridevo. Sophie piegata in due dalle risate.

Ricordo di aver detto che sembravano un gruppo di licantrope. Da lì la situazione è degenerata definitivamente.

Qualcuno ha nominato i vampiri. Qualcun altro ha proposto l’alcol come unica strategia di sopravvivenza.

Per qualche minuto il matrimonio è scomparso. Sono rimaste soltanto delle amiche.

Poi, tra una battuta e l’altra, è emersa una frase. Una frase piccola: Sophie avrebbe voluto delle fotografie in vestaglia.

Non l’ha detto come si formulano le richieste. L’ha detto come si raccontano le cose che ormai si considerano perdute.

La differenza è sottile.

Le persone che stanno organizzando un matrimonio passano mesi a immaginare momenti che ancora non esistono. Alcuni rimangono impressi nella memoria molto prima di accadere.

Una mattina in hotel con le proprie amiche è uno di quelli.

Così le ho chiesto se voleva tornare indietro.

Letteralmente.

Togliere l’abito.

Indossare di nuovo la vestaglia.

Ricominciarla.

Ha accettato senza esitazione.

Qualche minuto dopo la stanza sembrava diversa.

O forse erano semplicemente diverse le persone che la occupavano.

Sono arrivati dei cocktail.

Qualcuno si è affacciato sul terrazzo.

Il mare di Venetico era lì sotto.

La musica è partita. Le ragazze hanno ripreso a ridere. Le fotografie sono arrivate da sole.

Quando riguardo quelle immagini non penso al fatto che siano riuscite bene.

Penso a quanto sia fragile, a volte, il confine tra un ricordo mancato e un ricordo che rimane.

Quel giorno passava da una vestaglia.

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Credits:
Bride @baartoni

Location @ilpoggiodeltempoperduto 

Foto by @fotobyjuna + second shooter @filmorfilippomorabito
Video by @allonesign & @peppe_lotta_films
Music @sestamarciaofficial

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