Foto reportage alle Isole Eolie

Abbiamo appena concluso uno strepitoso foto reportage alle Isole Eolie. Si scorge Vulcano dal finestrino intriso di salsedine. Il ronzio dell’aliscafo mi trattiene ancora ai balconi in fiore colorati di azzurro ed estate, ai carretti siciliani di arancini e cannoli, al passeggio smargiasso dei vacanzieri a Lipari. Sono ancora li’, ad infilare lo sguardo ad ogni vicolo, chiuso tra fitte discese di edere e arboscelli. Serratissime viuzze adorne di “meravigghi”, come quella in cui risiede Stefano Panza, artista ed anima selvaggia che mi ha scalfito la memoria per l’eternità.

In uno dei periodi probabilmente più affollati dell’intera stagione ho contato migliaia di volti sbarcare sulle isole. In cerca di un mondo parallelo che li scolleghi dal loro ordinario vivere. A caccia di quel sapore antico di infanzia e sogni; perché si sa, l’estate è breve e l’intensità con cui imbastisce le sue avventure è di un grado elevatissimo che difficilmente, poi, riesci a sciacquarti dalla pelle. Ed è proprio di quell’impronta indelebile che molte anime erano alla spasmodica ricerca, alcuni senza nemmeno saperlo.

Un tour de force alle isole per un reportage a tutto spiano, per cogliere sfumature, colori, sensazioni, storie. Sono stati due giorni convulsamente energici, concentrati, in cui ho avuto il pregio della compagnia di alcuni personaggi carismatici ed unici. 

Tra questi cito per primo Mimmo Ziino, proprietario del bar caffè “Il Gabbiano” a Marina Corta di Lipari. Persona che si è subito distinta per la sua generosità ed eleganza. Oltre ad avermi fatto scoprire una delle insalate più buone di sempre (consiglio vivamente la “Lipari”, con pane caliatu e pecorino), ci ha raccontato l’intera storia del “Presepe del mare”, di cui è uno dei fondatori. Ho colto amore sconfinato per la propria Lipari. Tanta voglia di migliorarla, di omaggiarla, di renderla eterna. Negli occhi quella luce tipica di un uomo innamorato e appassionato a cui auguro di realizzare quei sogni di cui ci parlava affinché non restino utopie ma diventino splendide realtà. 

Poi lo Chef Bernardi del Filippino, che mi ha intrattenuto con dolcezza durante lo shooting di food photography al suo ristorante. Mi ha raccontato le sue storie con la pacatezza di un uomo che è rimasto umile e nobile nell’animo, nonostante il suo strabiliante talento, le tante conquiste, la tanta strada fatta.

E che dire di suo fratello, il ragionier Bernardi? Alla sua età ancora cosi’ caparbio nel dedicarsi al suo ristorante, in maniera impeccabile, con professionalità e ostinazione. Un uomo tutto d’un pezzo che, senza parlare, attraverso il suo volto e il suo sguardo, era capace di raccontarci le mille fatiche della sua intera vita. Di come abbia costruito passo dopo passo “Il Filippino”, un pezzo dell’isola di eccezionale valore. Una cucina raffinata, fresca, che mira alla ricerca senza rinunciare alla tradizione. Un equilibrio perfetto che solo tanta bravura e tanto impegno possono costruire. “Quando il sapore si accompagna all’arte..”, ho detto ad un certo punto mentre scattavo. E dalla galleria capirete perché. Sono davvero orgogliosa di aver immortalato alcuni dei loro piatti più belli.

Infine voglio parlarvi di Stefano Panza. 82 anni, “l’artista pirata” (come mi piace definirlo affettuosamente), occhi color ghiaccio, sorriso furbo e sornione. Ci attendeva al suo atelier, che faticosamente abbiamo scorto a valle di una stradina stretta e lunghissima, annidato tra pareti che sembravano schiacciarti tra loro. Si tratta di un magnifico angolo coloratissimo di fiori, lanterne e ceramiche da lui stesso dipinte. C’era una finestra azzurra aperta che ti lasciava scorgere l’interno di quel che sembrava la sua cucina. Come la copertina di un libro di favole per bambini: una scena pittorica che già ci anticipava meraviglie. “Siamo qui, Stefano! Permesso?”. Poi abbiamo sentito una voce calda e bassa venire dall’interno “Entrate, entrate!”

Compiuto un altro sforzo per salire quei gradini striminziti per l’accesso alla casuzza, ci siamo ritrovate davanti l’artista pirata, con il suo cappellino di filo a in testa dal quale sbuffavano i suoi ribelli capelli bianchi. Era seduto in fondo alla stanza, accompagnato da una musica ispiratrice, accanto ad una lampada fioca che illuminava il suo volto. Intento a dipingere uno dei suoi piatti, ad occhio nudo, con un tocco di finissimo pennello leggero leggero sulla ceramica.

Sorridente ci ha detto “E allora… che ce state a fa qua?”. Per quanto scortese possa sembrare questa domanda, ce l’ha rivolta con tutta la dolcezza dell’artista pirata. In realtà ci aspettava, come d’accordo, ma accoglierci in quel modo faceva parte della nostra iniziazione. Potevamo entrare nel magico mondo di Stefano Panza solo dopo qualche dolce maltrattamento. 

Tutto quello che successe dopo non è facile da spiegare, ma immaginate Patrizia Casale che lo intervistava, lui che ci raccontava le sue storie con disinvoltura ed io che gli giravo attorno scattando quante più foto potessi, mentre gli facevo una sfacciata e romantica corte d’ammirazione. Dopo ho chiamato mio marito dicendogli “stavo per chiedere a Stefano Panza di sposarmi”.

L’incontro di anime come la sua sono puro ossigeno per me. Sono quegli scambi di vibrazioni che mi rimettono al mondo con entusiasmo. E’ come iniettarsi una dose di pura energia nel sangue, che mi ribolle dentro e mi muta, portandomi a nuova vita.

Foto reportage alle Isole Eolie

Ci sono ancora moltissime cose che potrei raccontarvi ma mi fermo qui. E’ proprio vero: le isole sono un patrimonio di bellezza inestimabile. Siamo state accolte con affetto e generosità. Chiunque abbiamo incrociato nel nostro cammino ha avuto la gioia di offrirci doni e sorrisi. Torno a casa piena di tutto questo e ne sono felice. Spero di trasportarvi li’ per un momento attraverso la visione di alcune immagini scattate in quei giorni. Buona visione!

Mimmo Ziino – Il Gabbiano a Marina Corta

Il Presepe del mare

Chef Bernardi – Il Filippino

Il Tritone

Stefano Panza e il suo atelier

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Juna

Mi chiamo VALENTINA PELLITTERI e sono un’appassionata fotografa. Dopo dieci lunghi anni di carriera come grafico e designer di scrapbooking digitale mi sono dedicata alla pubblicità e all'editoria. Denominatore comune è sempre la FOTOGRAFIA: mossa da una grande passione per la comunicazione, ho esplorato diversi mondi dell’immagine per poi realizzare il grande sogno di un nuovo brand fotografico locale nel 2017: JUNA PHOTOGRAPHY.

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