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22 Settembre 2020

Da quando conosco Sophy mi è piovuto addosso un mare di vita. Quella che ho sempre agognato di vivere: esplorare posti nuovi, farsi trascinare dagli eventi e dalle emozioni, godere appieno della natura e della bellezza dei luoghi che ci circondano. Fare un’escursione sull’Etna in sella di un QUAD è stata una delle avventure che, grazie e Sophy, ho potuto sperimentare in questo stranissimo e indimenticabile 2020.

Escursione sull’Etna: un foto-reportage da urlo

Ero del tutto ignara. Non avevo la benché minima idea di cosa avrebbe significato fare un’escursione su un QUAD. Anzi, non avevo nemmeno capito che si trattasse di un’escursione. Pensavo che ci saremmo fatte un giretto in moto. “Ma si, Sophy! sono con te, mi piace l’idea”. Le avrei detto di si anche se mi avesse proposto di scalare l’Everest. Appena però la guida che ci precedeva ha sterzato con il suo QUAD e si è inerpicata in un sentiero tortuoso fatto di massi, ciottoli, sassi, tronchi spezzati e dislivelli di ogni tipo, ho istintivamente accennato (nella mia mente) un umilissimo e sentitissimo “segno della croce”, pensando che li’.. haimè, ci avrei rimesso le pinne.

Un’esperienza indimenticabile

Bisognava tenersi per bene altrimenti c’era il rischio di cadere dal QUAD e fare un bel volo. E magari poi il QUAD dietro di noi mi avrebbe anche investito e stritolato. “Schiappa” come sono non sapevo quanto avrei resistito. L’escursione durava quattro ore ed io, a soli quattro minuti, ero già provatissima e distrutta. I muscoli delle braccia e i dorsali tesissimi: dolori ovunque e non era che appena l’inizio.

A ripensare tutto questo adesso sfocio in una grassa risata. Ho davvero temuto il peggio ma in realtà poi ho capito come muovermi, come rilassarmi. Ho acquisito fiducia sia nel mezzo che nel pilota (Sophy, che senza offesa per nessuno.. OVER THE TOP) e questo mi ha consentito di godermela. E’ diventato divertente, da brivido, un’esperienza pazzesca.

Non so spiegarvi bene cosa accade, bisogna esserci. Immaginate davanti a voi il sentiero più irregolare che abbiate mai visto, in salita o in discesa, e immaginate adesso di doverlo attraversare a bordo di una specie di mini trattore a quattro ruote. E non siete voi a guidare, ma una principessa bionda.

Ricordo che a volte chiudevo gli occhi perché la scena davanti a me era troppo cruenta per il mio fragile cuore.

Vita e morte: il continuum dell’Universo

Ad ogni modo è stata di sicuro una gran botta di vita. E soprattutto è stato stravolgente visitare l’Etna dentro il suo cuore pulsante, tra le vie intestine delle sue ferite, quando la natura più vigorosa e selvaggia si interrompe bruscamente per l’attraversamento della lava che, passa e mummifica tutto. C’erano dei tratti in cui questo contrasto vita/morte era cosi’ forte da lasciarti senza fiato. Distese di verde brillante interrotte d’improvvise da spogli e grigi arbusti essiccati.

Quello che ho provato è stato cosi’ intenso che non finirò mai di ringraziare Sophy. Lei è come quel vulcano: continuamente attiva anche se non sembra, calda, capace di devastarti e allo stesso tempo farti innamorare per la vita.

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