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Vi presento Joshua.

11 Agosto 2018

Nella mia vita ho raccolto decine e decine di lettere, scritti, messaggi e pensieri dedicate al mio fratellino Joshua. Ma adesso che sono qui, a scrivere un post su di lui, non riesco a trovare nemmeno una singola parola. E’ l’immensità. Io la chiamo cosi’, quella sensazione di stracolmo sentimento per qualcuno che ti lascia senza verbo; Probabilmente solo il mio sguardo potrebbe realmente rendere giustizia a quanto custodisco dentro; Solo quel bagliore nei miei occhi può realmente raccontare quanto questo piccolo esserino, ormai uomo, venuto al mondo per sconvolgermi e salvarmi, conti per me.

Joshua adesso ha 20 anni ed è uno studente dell’accademia delle Belle Arti di Catania. Quando mi disse, quasi un anno fa, che aveva in mente di intraprendere questo cammino, mi sono sentita come se tutti i tasselli dell’universo di colpo confluissero al centro del mondo per prendere il loro posto. Come se tutto finalmente fosse giusto. Joshua, con il suo “di dentro” immenso e sensibile, aveva avuto il lampo di lucidità per capire la sua strada e aveva trovato il coraggio di accettarla e percorrerla, tutta d’un fiato, assumendosene i rischi, le responsabilità, gli oneri. Da perfetto neofita del mondo delle tecnologiche digitali, della fotografia e tutto il resto, intraprende quindi questo incognito cammino, armato solo del suo entusiasmo meraviglioso. E dopo qualche mese era già li’ a parlarmi di cose che nemmeno io conoscevo, a mettersi in gioco veramente, a fare le sue prime fotografie, i suoi primi video. C’è tanta meraviglia, tanto da scoprire. Sono sua sorella, e per questo, qualunque cosa di importante io possa dirvi su di lui vi suonerà come “necessaria”, dettata solo dal legame che ci unisce. Ma non temo questo rischio, perché so benissimo che se e quando incontrerete quel suo mondo, ne resterete incantati, senza scampo.

Quindi non mi dilungo oltre. Voglio solo presentarvi un talento emergente al suo primo anno di Accademia.  E magari poi ne riparliamo tra qualche anno. Vi presento “Ci rissi la minchia…”, interpretazione di una poesia erotica del poeta catanese Domenico Tempio tratta dalla raccolta “Tre volte minchia“;

Il mio commento

Ho amato tutto di questo pezzo: mi congratulo anzitutto per l’audace e spavalda voglia di cimentarsi in una cosa simile; Il rischio era alto ma la sfida è stata vinta.
Perfetta l’interpretazione, la dizione, i tagli scenici, le musiche e tutto il resto. 
Ho respirato molta “sicilianitá”, non solo per via del linguaggio, sia chiaro. C’è tutto uno straripante fiume di forme mentali, colori, odori, abitudini, vizi, colpe, trionfi e paesaggi tipici de “lu sicilianu” che, ineluttabilmente ci scuote echi interiori e ci richiama, come una ninna nanna lontana a cui, in fondo, sentiamo di appartenere.

Meraviglioso pezzo di Domenico Tempio che attraverso immagini esplicite conduce a riflessioni intime su chi siamo e chi vogliamo essere.

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