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Vi racconto “Non solo buddaci”

9 Ottobre 2021

Io sono una “storyteller”. Trovo che questo appellativo mi sia cucito addosso. E’ diverso dal definirsi un foto-reporter. Lo storyteller ricerca l’armonia, l’icona, la bellezza. Vuole raccontare una storia attraverso precise scelte di forma, colore, direzione prospettica. Il taglio non è documentaristico, per intenderci, ha un’inclinazione creativa, tipica di chi, con atteggiamento artistico, fa delle scelte di stile precise. Quello che cerco poi, soprattutto, è quella fugace linea di intensità emotiva, che a volte timidamente traspare da un labile cenno di sorriso o da un impercettibile aggrottamento della fronte. Sfumature che durano il tempo di un sospiro ma che declinano in un infinitesimale istante l’intero universo di un carattere. 

In questo quadro poi le connessioni che si instaurano con il luoghi è fondamentale per me. 

Questa premessa mi è servita per spiegarvi quanto è stato intimo il mio viaggio fotografico in seno all’evento “Non solo buddaci” di questi ultimi due giorni.

Tutti sanno che sono catanese ma vivo a Messina ormai da 14 anni. Mi sento probabilmente più messinese di quanto non mi sia mai sentita catanese. Amo questa città e la ritengo di una bellezza disarmante sotto tanti aspetti. Come tutti i messinesi poi soffro di molte cose che non funzionano ma non smetterò mai di cogliere l’occasione di emozionarmi e commuovermi di fronte il suo mare, il suo sole, la sua bella gente, gli scorci in fiore, i monumenti, le chiese, le tavole imbandite. 

“Non solo buddaci” fa il suo inizio ideologico con la scelta del suo iconico nome. Scegliendo di chiamarsi proprio come quel tanto odiato appellativo che ci descrive pigri e inermi, in attesa che qualcosa incroci il nostro cammino in maniera passiva. Ma di questo nome però ne prende la parte buona, riportandolo a nuova luce ed esortando all’azione. Si, siamo “buddaci”, come quei pesci “poveri” (perché costano poco) ma che sono tanto buoni da mangiare! Poveri perché abbondanti quindi, senza nulla togliere al fatto che siano di eccezionale bontà. Allo stesso modo forse i messinesi sono talmente tanto abituati alla bellezza del proprio mare e alla bontà del proprio cibo che ne hanno dimenticato il tratto unico, eccezionale.

Quand’ero bambina ci facevamo tanta strada alla domenica per venire al mare a Messina. Il fatto di avercelo sotto casa non deve farci dimenticare di quanto sia meraviglioso.

“Non solo buddaci” è il perfetto slogan per iniziare quella campagna di sensibilizzazione verso l’amore per la nostra città e soprattutto per il nostro meraviglioso mare. 

Stimo e ringrazio tutti coloro che si sono spesi per questa meravigliosa opera di sensibilizzazione verso temi a noi cosi’ cari. L’evento è stato un tuffo amorevole tra le onde di bellezza del lago di Ganzirri e il mare messinese. Ci vediamo alla prossima edizione!

PHOTOWALK con Juna Photography

La galleria completa delle due giornate è disponibile a questo link.

La tavola Rotonda

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