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Essere un fotografo

9 Marzo 2023

Essere un fotografo richiede pulizia di pensiero. Richiede lo sforzo di conoscere se stessi. In questi ultimi due anni ho sperimentato sulla mia pelle cosa vuol dire conoscersi veramente. Tutti pensiamo di sapere chi siamo “per default” ma non c’è niente di più falso. Spesso siamo i primi sabotatori della nostra stessa conoscenza, perché talvolta guardarsi dentro può essere difficile.

Questo è di certo un discorso che ho affrontato molte volte. Perché più mi addentravo nel mondo della fotografia, più comprendevo che aveva a che fare con il mio “di dentro”. Dal principio questa scoperta fu sconvolgente. Oggi è una verità molto chiara, necessaria, unica.

Ho trascorso molti anni a cercare di capire cosa e chi volevo diventare nella mia vita. Oggi per me “essere un fotografo” è naturale come respirare e non mi vedrei fare nient’altro. Ma non è stato sempre cosi’. Mi sento quindi già molto fortunata di aver trovato il mio cammino. Ogni percorso richiede sforzi immani ed è molto più difficile compierli in nome di qualcosa che ti emoziona poco, che non senti bruciare dentro al petto.

Ed invece io amo essere un fotografo. Amo tutte le opportunità di esplorazione che questo lavoro mi concede, dentro e fuori di me.

Essere un fotografo ti obbliga a vedere

Nella quotidianità osserviamo un milione di cose. Ma le vediamo veramente? Con quali occhi? Essere un fotografo mi costringe a porre attenzione alle cose, a non trascurarle, a viverle appieno.

Non si smette mai di imparare a essere un fotografo

Al pari della nostra crescita e maturità personale, il cammino di un fotografo è sempre in salita, sempre in divenire. Man mano che ci si addentra nella scoperta dei più fitti misteri dell’esistenza, dei moti del cuore, di ciò che anima e scuote, impariamo a conoscere parti di noi stessi, ad accettarle e poi, con il tempo, a condividerle con gli altri.

Scrittura e fotografia

La scrittura mi appartiene fin da quando ero solo una bambina. Ho collezionato diari dall’età di dieci anni. Scrivendo (proprio come la fotografia), ho fatto ordine nei miei pensieri, per poterli disporre ordinatamente in un paragrafo che avesse senso. Infatti per me scrivere e fare fotografia sono due mondi paralleli che funzionano allo stesso modo, servendosi di strumenti differenti. Entrambi tentano l’impresa di trasporre una visione in un supporto tangibile che possa essere condiviso: un testo o un’immagine.

Sarà per quello che ho sempre ritenuto naturale accompagnare con un testo le mie fotografie, perché entrambe prendono vita dalla stessa esigenza, cioè quella di condividere un pensiero, un’idea, un’emozione, una storia.

Forse potrei osare ancora di più e dire che se non si è in grado di accompagnare con un testo una fotografia, essa è fatta di niente, vuota, senz’anima. Un involucro di vetro. Brillante ma effimero, fragile, senza contenuto. Ed invece una foto che parla è proprio quella che nasconde dentro un testo, un meraviglioso elaborato di cuore e mente.

Scrivimi i tuoi pensieri.

Con amore, Juna.

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