SICILIA MIA MADRE

    Forse ho sprecato tanto tempo a odiare la mia terra più di quanto l’abbia mai amata. Forse avrei potuto volerla conoscere meglio. Crediamo che per il solo fatto di essere parte di un luogo sappiamo di esso più degli altri. Ma non è così. Non lo è almeno tanto quanto non conosciamo nemmeno noi stessi, fino in fondo. E spendiamo la vita per scoprire chi siamo. E banalmente cerchiamo di scoprirlo in tanti modi estranei, lontani dalla verità, attraverso le esperienze terrene e fugaci. Di rado ci viene in mente che magari, per sapere qualcosa di più vero della nostra intima natura, è dal luogo in cui siamo nati e vissuti che dobbiamo partire.
    Il colore di cui la vita ci ha dipinto è stato raccolto dalla stessa tavolozza che ha dipinto i cieli su di noi, la terra che calpestiamo, il mare in cui affondiamo. Le controversie dell’anima che ci turbano sono di sicuro le stesse vibrazioni dell’aria che respiriamo e non tormentano solo noi, ma pur stessa la polvere che inghiottiamo ogni di’, senza rendercene conto.
    Non è forse un caso che abbia incominciato a sentire questa spinta dalle viscere proprio man mano che mi addentravo nell'età matura. E pensare che ho sempre creduto di aver perso tutte le mie occasioni. Ma che pace trovo adesso nel rendermi conto che “ogni cosa ha il suo tempo” e che tutti i mali e che tutti i beni di cui dono mi è stato fatto fino ad oggi, mi sono stati necessari per ricondurmi a lei, alla mia Sicilia, che ho maledetto e accusato una notte sì e una no negli ultimi venti anni della mia vita.
    Trattengo a stento la commozione mentre realizzo quanto amore io senta per lei, invece. E quanto mi rassomigli nel profondo, in ogni piega amara, tra la luce e l’oscurità, tra la ragione e l’irrazionalità. Lei, un mosaico variopinto di mille vite insieme ed io un suo pezzetto colorato, con le mie tante sfumature che, in lontananza, ricordano Sicilia mia madre.
    “Sicilia mia madre” nasce insieme a me, il giorno in cui ho fatto tabula rasa di quel che ero e mi sono concessa alla morte per risorgere al Plemmirio di Siracusa, abbagliata dalla luce del faro che emergeva prepotente da uno scenario tanto arido e desolato quanto struggente e bellissimo.
    Così ho intrapreso quel meraviglioso viaggio verso me stessa e la mia Terra, laddove i due mondi si fondono e sovrappongono e, citando Bufalino, in affanno ma felice cerco di “districare fra mille curve e intrecci di sangue il filo del mio destino”.

    DATA

    7 Aprile 2019

    PROGETTO

    Sicilia Mia Madre: La ragazza del faro

    LOCATION

    Parco Marino del Plemmirio | Capo Murro di Porco, Siracusa

    Sicilia mia madre Atto I°: La ragazza del Faro

    Juna photography

    Photo di Juna Photography by Valentina Pellitteri

    MIND PROJECT by Riccardo Iozza
    WS by Enkster
    RELATORE: Riccardo Iozza
    MODEL: Michela Navarra
    STYLIST: Marzia Flauta
    MUA: Sonia Zappulla
    LOCATION: Capo Murro di Porco “SR”

    La ragazza del faro

    Non è il buio dentro me
    ma io… sono in lui
    in un unico oscuro abbraccio
    nella perenne notte della resa.
    Non riconosco più il mio volto
    ora deforme ed incolore,
    accenno una nenia a bassa voce
    con passo lento nel sentiero
    stringo nel petto il dispiacere.
    Malinconico e dissonante
    odo poi quell'odioso lamento,
    il vuoto che tento di tacere
    mi condanna alla verità.
    Cieca non sono per davvero
    e prima o poi dovrò vedere.
    Serrare gli occhi non mi salverà
    da sempre crescere non è indolore:
    e attraverso la morte tornerò al mondo.
    Alla fine ho trovato il faro
    Seguo la luce anche se ho paura
    volto le spalle a chi ero prima
    e colgo con forza la nuova vita
    e anche se adesso il mio volto è cambiato
    non scorgo più il buio all’orizzonte.
    E anche se forse cadrò ancora
    ricomincio da qui.
    Io Ricomincio da me.


    DATA

    8 Maggio 2019

    PROGETTO

    Sicilia Mia Madre: Theodosia

    LOCATION

    Colli di San Rizzo, Messina

    Sicilia mia madre Atto II°: Theodosia

    Juna photography

    Photo di Juna Photography by Valentina Pellitteri

    MODEL: Maria Celeste Corona
    HAIR STYLIST: Giorgia Moschella
    MUA: Sara Bozzoni
    LOCATION: Colli di San Rizzo, ME

    Theodosia

    Quando Dio soffiò la vita sulla terra
    la foresta ebbe in dono Theodosia.
    Il suo candito corpo di velluto
    fu forgiato dal rigoglioso albero della vita.
    Di rosso sangue la natura dipinse i suoi capelli,
    affinché nell'ardore e coraggio affrontasse il suo destino.
    Dolce bozzolo ancora dormiente, avvolta tra tulle e fiori,
    con gli occhi cinti da una benda ornata di petali e rose bianche.


    Al primo sorger del sole,
    si sgrovigliò la garza e tramontarono i boccioli.
    Bastò un suo labile sospiro per incantare la natura,
    ‘che questa per benedire il dono di Dio
    intonò un concerto d’amore infinito.


    Theodosia danzava sulle note della foresta
    con il canto delle foglie che si abbracciavano,
    Il polline che dai fiori soffiava li’ per la via,
    il vento che incideva le rocce sibilando un dolce pianto.


    Poi nel sentiero che dalla vista non si scorgeva fine
    prese lungo il passo incontro alla sua sorte
    lasciando sola la foresta inebriata dal suo ballo
    giurò ardore e coraggio per onorar la vita,
    ‘che solo col viaggio prende senso davvero,
    giacché quando non muta non si vive realmente.


    Grazie!

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